Da “MUST ASCOLTARE: 10 progetti che meritano il tuo spettacolo a gennaio 2022”

Di Matteo Izzo

Stuart Pearson è un musicista e cantautore di Long Island, NY, cresciuto ipnotizzato dalla musica e da un pianoforte che suo padre possedeva da ragazzo. Pearson ha formato quasi istantaneamente un legame emotivo con l'arte e la musica e all'età di sette anni stava già componendo le sue canzoni. Per molti anni le sue influenze hanno spaziato dalle sonorità del Midwest al rock alternativo e punk, dai Ramones alla Television (dal classico "Marquee Moon", 1977) ai Velvet Underground.

Mojave (2021), il suo sesto album in studio, esplora sonoramente le radici della musica americana con forti influenze da Johnny Cash, il nostro eterno Man in Black, country e blues. Dal punto di vista dei testi, Stuart ha unito le forze con il paroliere Hunter Lowry, alla ricerca del modo migliore per intrattenere l'ascoltatore, ritraendo casi che riflettono la storia del suo paese. Definito dallo stesso cantautore come un ritratto "nei toni seppia delle lotte dell'America con il peccato e la redenzione", l'album affronta temi "su persone cattive in cattive situazioni che prendono decisioni sbagliate". Vuoi ispirazioni migliori di queste?!

L'atmosfera malsana di ogni composizione crea un'atmosfera perfetta di angoscia, paura, scoperta e assoluzione nei dieci brani che compongono l'opera. L'arida atmosfera penetra nel timpano dell'ascoltatore nelle prime note di "Like A House With Broken Windows" e negli altri brani che la seguono, rendendo l'opera la colonna sonora perfetta per un western con Clint Eastwood, o per il capolavoro interpretato in i giochi della serie Red Dead Redemption, di Rockstar Games.

"Down The Ravine", "Dragging The Lake (On The Day Of The Dead)" e "Dance Skeletons Dance" puntano sul basso, la voce molto roca e macabra, e trasmettono un tema più oscuro, vicino al soprannaturale. L'artista gestisce elementi che completano l'atmosfera cupa, aggiungendo suoni di ottoni (trombone/tromba), armonica e voci di coro spettrali, come nell'eccellente "You Never Really Know" o "Are They Digging Your Grave (O Are They Digging Mine) ?)", che conservano una sezione ritmica che include diversi battiti di mani, in un modo che sembra condurre, dirigere e guidare il sé lirico verso la forca stessa.

"One Cut" si stacca e si distingue dagli altri proprio per la voce acuta di Lowry, che è in completo contrasto con i bassi e i medi predominanti di Pearson nel disco, fornendo una pausa sonora per l'ascoltatore. "Tomorrow's Gonna Hunt You Down" presenta bellissimi assoli di violino e si distingue come un'altra composizione chiave del lavoro.

È un dato di fatto che Stuart Pearson è quel tipico musicista tosto della vecchia scuola, che riesce a creare sia l'atmosfera che le storie interessanti, che catturano la nostra attenzione dal primo momento. È difficile costruire un album così emblematico, coerente e memorabile come questo. Sicuramente se Quentin Tarantino (Django Unchained, Reservoir Dogs) fosse a conoscenza del lavoro che compone Mojave, userebbe la sua musica per adattare e tradurre le sue storie in formato audiovisivo.

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