Stuart Pearson: bardo contemporaneo, "Mojave" riflette la cultura americana sotto una narrativa sonora con il deserto come sfondo (tradotto dal portoghese)

di Daniela Farah - Roadie Music
Ci sono alcune produzioni così potenti da creare una propria atmosfera capace di influenzare altre opere. "Mojave" è uno di quegli album che racchiude una costruzione sonora così impressionante da trafiggere l'ascoltatore. Non sappiamo se il nuovo lavoro di Stuart Pearson abbia un film o una serie sulla sua influenza, ma potrebbe anche farlo. Ci sono dieci canzoni così ben costruite che raccontano una storia, riflettendo sfumature americane.

Il bardo dà il tono che permeerà l'album in "Like A House With Broken Windows". Anche chi non è mai stato in un deserto può sentire il caldo e vedere il fumo che esce dall'autostrada, i corpi piegati e stanchi, che si riparano dai raggi del sole. La narrazione della "casa con le finestre rotte" è forte, e anche se non capisci la lingua inglese, fermarsi e prestare attenzione alla storia è l'unica cosa da fare. Mostra quanto sia potente l'opera di Stuart, che fa un'analogia della casa con l'uomo.

Il basso sussurrato di "Down the Ravine" si contrappone ai ritmi energici e veloci. Indossa un paio di cuffie per poter assorbire tutta la complessità del suono. C'è ottone e un vecchio allarme simile a un telefono che suona in sottofondo. "Dragging The Lake (on the Day of the Dead)" mantiene il sussurro che qui trasmette l'idea di mistero che circonda il deserto stesso, seppur sotto un ritmo jazz cabaret che è burlesque e contagioso all'estremo.

Seguendo un verso più vicino al classico americano, "Are They Digging Your Grave (o stanno scavando il mio?)" arriva con il profumo di un western contemporaneo. Il bardo americano che racconta storie con analogie in un suono accattivante, torna alla narrazione con la profondità di chi parla dalle tombe, eppure riflette sulla vita. "Tomorrow's Gonna Hunt You Down" è quasi un bang-bang psicologico, con la tensione costante di tenere la pistola vicina, anche se in modo discreto. Va oltre l'essere preparati al peggio, che può accadere in qualsiasi momento.

"One Cut" rompe l'estetica che permea l'album in un modo molto complementare. Cantata da Hunter Lowry, che ha co-scritto la composizione, la traccia porta un contrappunto estremamente femminile, non solo per la voce morbida e gentile della cantante, ma per rappresentare la forza di accettare la fragilità della vita. È una ballata romantica, nel miglior stile del mondo, una relazione ossessionata dall'imperfezione umana della vita.

L'eccellente album contiene anche "You Don't See Me (Jimmy Crack Corn)", "The Interstate", "You Never Really Know" e "Dance Skeletons Dance". Stuart Pearson è il bardo contemporaneo che ritrae nella sua Dark Americana storie vere che danzano nel fuoco con leggende.

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